Range Rover Velar: il nome segreto dei prototipi del 1969

Alla fine degli anni Sessanta, in Inghilterra, un gruppo di ingegneri stava preparando un’auto che non esisteva ancora: un fuoristrada comodo come una berlina. Sarebbe diventato la Range Rover. Il problema era provarla su strada senza farsi scoprire da concorrenti e giornalisti.
Un nome per nascondersi
La soluzione fu un nome finto. Sui prototipi comparve la scritta VELAR, e a Londra venne registrata perfino una piccola società con quel nome, così che le auto in prova non portassero a Land Rover. La parola veniva dal latino velare: coprire, nascondere con un velo. Più chiaro di così.
Le Velar di prova girarono per un paio d’anni. Poi, nel 1970, la Range Rover venne presentata con il suo nome vero, e quello finto finì in un cassetto.
Cinquant’anni dopo
Il cassetto si è riaperto nel 2017. Il 1° marzo di quell’anno Land Rover presentò al Design Museum di Londra un nuovo modello, la quarta Range Rover della famiglia, e le diede proprio quel nome: Velar. Un omaggio ai prototipi, e anche una promessa di stile: fu la prima auto esposta nel nuovo museo.
L’anno dopo, nel 2018, la Velar ha vinto il titolo di World Car Design of the Year, il premio per l’auto dal design migliore dell’anno.
Com’è fatta
È la Range Rover più filante: tetto basso, fiancata pulita, fari sottili. Le maniglie delle porte restano a filo della carrozzeria ed escono solo quando servono, per non rovinare la linea. Dentro ci si sta in cinque, con l’aria di un salotto più che di un fuoristrada.
Da noi
La nostra Velar è grigia, e si noleggia su richiesta: per un viaggio lungo, una cena importante o l’arrivo che si fa notare. Nella scheda della Range Rover Velar puoi chiedere un preventivo per le tue date. Se ti piacciono le storie dei nomi, leggi anche quella della Porsche Macan, che si chiama come una tigre.



