La Flacca in auto: da Terracina a Sperlonga e Gaeta, sul mare
Tra Terracina e Formia c’è una strada che scavalca promontori, entra ed esce dalle gallerie e ogni tanto si affaccia sul mare come da un balcone. È la Flacca, la regionale 213: circa 36 chilometri, e da Latina ci si arriva in meno di un’ora. Si può fare in un giorno, ma è il tipo di strada che invita a fermarsi.
Un nome di duemila anni
Il nome viene da Lucio Valerio Flacco, il censore romano che intorno al 184 avanti Cristo fece tracciare una strada lungo questa costa. Quella moderna, finita nel 1957, segue in buona parte il percorso antico. Durante i lavori, proprio quell’anno, successe una cosa che nessuno si aspettava. Ma ci arriviamo.
Prima tappa: Terracina
Da Latina sono circa 40 chilometri, tre quarti d’ora di strada. Prima di prendere la Flacca vale la pena salire al tempio di Giove Anxur, sul monte che domina la città: da lassù si vede tutto il golfo, fino al Circeo.
Seconda tappa: Sperlonga e la grotta di Tiberio
Sperlonga è un paese di case bianche arrampicato su uno sperone di roccia, con due spiagge lunghe ai lati. In centro non si entra in auto: si parcheggia sotto e si sale a piedi, tra scalinate e vicoli.
Poco fuori dal paese, lungo la Flacca, c’è la villa dell’imperatore Tiberio con la sua grotta sul mare. Ed ecco la sorpresa del 1957: mentre costruivano la strada, gli operai trovarono migliaia di frammenti di marmo. Rimessi insieme con pazienza, sono diventati grandi gruppi di statue che raccontano l’Odissea, tra cui Ulisse e i suoi compagni che accecano Polifemo. Per custodirle è nato il Museo archeologico nazionale di Sperlonga, accanto all’area della villa. Orari e biglietti cambiano: controllali sul sito ufficiale prima di andare.
Tra Sperlonga e Gaeta: le calette
Dopo Sperlonga la strada corre a picco sul mare, tra gallerie e piccole spiagge sotto la scogliera. D’estate i posti lungo la strada si riempiono presto: meglio partire la mattina. Un’auto piccola qui è un vantaggio vero.
Terza tappa: Gaeta e la Montagna Spaccata
Gaeta è a circa 75 chilometri da Latina, poco più di un’ora. Da vedere c’è molto, ma una cosa non si salta: la Montagna Spaccata, al santuario della Santissima Trinità. La roccia è tagliata da fessure profonde che scendono fino al mare, e una scalinata ci passa in mezzo. Lungo la discesa c’è la “mano del Turco”: un’impronta nella pietra che, secondo la leggenda, lasciò un marinaio incredulo quando la roccia diventò molle sotto le sue dita. La spiegazione è più prosaica, l’acqua piovana, ma la leggenda è più bella.
Prima di ripartire, una fetta di tiella, la torta salata ripiena tipica di Gaeta, e magari un bagno alla spiaggia di Serapo, lunga e sabbiosa, proprio sotto la città.
Con quale auto
- In due, per fermarsi dove si vuole: una Smart, che entra nelle piazzole dove le altre non ci provano.
- Con le valigie per il weekend: un SUV come la Jeep Renegade, che si guida alta e vede bene la strada tra una galleria e l’altra.
- In gruppo: il pulmino 9 posti, che si guida con la patente B.
Altre idee per le gite le trovi nella guida di Latina e dintorni. E se dalla costa vuoi arrivare alle isole, leggi da dove partono i traghetti per Ponza e Ventotene.



