GT, GTS, GTI, RS, Turbo: cosa vogliono dire le sigle delle auto

Sul portellone di molte auto, accanto al nome del modello, c’è una sigla di due o tre lettere. A volte dice qualcosa di preciso sul motore, a volte è una promessa di sportività, a volte è solo marketing. Ecco le più comuni, spiegate senza giri di parole.
GT: Gran Turismo
È la sigla madre, ed è italiana. Una Gran Turismo è un’auto pensata per viaggiare veloci e comodi su lunghe distanze: abbastanza sportiva da divertire, abbastanza confortevole da arrivare a destinazione senza mal di schiena. Da lì sono nate quasi tutte le altre.
GTS: Gran Turismo Sport (o Spider)
In casa Porsche la sigla arriva nel 1964 con la 904 Carrera GTS, e oggi indica le versioni più grintose di ogni modello: la nostra Macan GTS e la 911 Carrera 4 GTS, per esempio, che prepariamo per i matrimoni. Attenzione però: per Ferrari la S di GTS stava per Spider. La 308 GTS degli anni Settanta aveva il tetto rigido che si toglieva, mentre la GTB (Berlinetta) era chiusa.
GTI: Gran Turismo Iniezione
La I sta per iniezione, il sistema che porta il carburante al motore. La sigla la usò per prima Maserati nel 1961, ma a renderla famosa fu la Volkswagen Golf GTI del 1976: una compatta di tutti i giorni che andava come una sportiva. Da allora GTI vuol dire “utilitaria che morde”.
RS: Rennsport
In tedesco Rennsport vuol dire “sport da corsa”. Porsche e Audi la usano per le versioni più estreme, quelle pensate anche per la pista. Ford invece la leggeva come Rallye Sport: stesse lettere, altra storia.
AMG e Brabus: due sigle che sono cognomi
AMG sono le iniziali di Aufrecht, Melcher e Großaspach: i due ingegneri che nel 1967 fondarono l’azienda, Hans Werner Aufrecht ed Erhard Melcher, e il paese natale di Aufrecht. Oggi è la divisione sportiva di Mercedes-Benz.
Brabus nasce allo stesso modo, nel 1977 a Bottrop, in Germania: le prime tre lettere dei cognomi dei fondatori, Klaus Brackmann e Bodo Buschmann. Brabus prepara soprattutto Mercedes e Smart, ed è il motivo per cui una delle nostre Smart ha gli specchietti rossi e il diffusore sportivo.
Turbo: quando il nome conta più del pezzo
Il turbocompressore è un piccolo compressore mosso dai gas di scarico, che manda più aria nel motore e quindi più potenza. Per anni “Turbo” sul portellone voleva dire proprio questo. Poi le parole hanno preso vita propria: la Porsche Taycan Turbo è elettrica, e un turbo non ce l’ha. Per Porsche “Turbo” è diventato il nome della versione più potente, qualunque cosa ci sia sotto il cofano.
E le sigle sulla trazione?
Quattro ruote motrici, nomi diversi: quattro per Audi, 4MATIC per Mercedes, xDrive per BMW, e un semplice 4 per Porsche, come nella nostra 911 Carrera 4. Se ti incuriosisce la storia di quel nome, qui trovi perché la 911 doveva chiamarsi 901.


